Il Punto Rosso

Una commedia 100% italiana prodotta dal regista Marco Carlucci

Il registra Marco Carlucci ha dato anima ad una bella commedia made in Italy del tutto indipendente, che nonostante il budget basso ha ottenuto comunque alcuni premi ed e stato riconosciuto di interesse culturale. L'Attore protagonista ha anche vinto un premio come miglior attore nel Chieti Film Festival. Le premesse per un filmetto carino ci sono tutte, ma vediamo di scoprire la trama e se volete guardarlo potete visitare la sezione film del 2006 del sito italiano di film streaming conosciuto come alta definizione.

Trama del Film Il Punto Rosso

In periodo di elezioni siamo tutti abituari ad essere presi in giro dai vari partiti politici. Promettono tanto quando e il momento di prendere voti ma poi quando ottengono le varie posizioni privilegiate, i politici se ne fregano della gente. Nessuno di loro pensa al bene della gente, bensi al proprio benessere ed alla vittoria finale. Pero non tutti sono uguali. C'e un simpatico comico, di nome Ricky, che vuole candidarsi a sindaco della sua citta per farla risplendere come ai tempi d'oro. Inizialmente questo potrebbe sembrare come uno scherzetto, ma ben presto Ricky si rendera conto di avere tutti i consensi della gente e dovra veramente lottare per migliorare la sua cittadina!

Film gia visti, ma interpretazioni ottime

Film dedicati alla politica ne abbiamo visti davvero tanti, soprattutto produzioni italiane. Questo pero merita un posto tra i migliori visto che non ruba budget immensi statali ma e solamente un film indipendente che vuole mostrarci la verita sotto un diverso punto di vista. Dopo averlo visionato ne consiglio vivamente la visione ad un pubblico magari adulto, visto che i bambini sono ancora innocenti per capire certi giochi che girano nel mondo della finanza e della politica. Insomma, se ascoltate a me non perdetevi questa bella pellicola nostrana!

Viaggio nell'Isola Misteriosa

Hank (Dwayne Johnson) decide di accompagnare il figlioccio Sean in un viaggio avventuroso: andare alla scoperta di una misteriosa isola, nella quale si trova sperduto forse il nonno del giovane (Michael Caine). L'isola e la stessa tanto descritta da Jules Verne e da altri autori fantastici, e racchiude pericoli e mostri di ogni tipo. La misteriosa isola di cui parlano i romanzi di Verne e Swift viene ricreata con un compiacente uso del 3D. Nel selvaggio territorio andranno alla scoperta un piccolo gruppetto di novelli esploratori: il giovane Sean (Josh Hutcherson), il patrigno Hank (Dwayne The Rock Johnson), il pilota dell'elicottero che li trasporta (Luis Guzman) e sua figlia Kailani (Vanessa Hudgens), oltre al rinvenuto nonno di Sean, Alexander (Michael Caine). L'eterogeneo gruppetto trovera lucertole giganti, elefanti nani, vespe enormi ad attenderli. La storia e quanto di piu classico si possa avere, ma la realizzazione scade nel patetico. L'ingenuita con cui si susseguono gli eventi e fastidiosa tanto quanto il finto sorriso a cento denti del nerboruto protagonista, che non riesce proprio a levarselo dalla faccia. L'unica scena in cui ci si risveglia un po', forse inorriditi o stupiti da tanto, e quella in cui muove ripetutamente i pettorali chiedendo agli altri di toccarglieli. E tra un pettorale guizzante, i piagnucolii continui di Luis Guzman e i mostri di simil plastilina l'unico volto che riempie un po' lo schermo e quello di Michael Caine. I rapporti psicologici tra i cinque protagonisti sono mostrati in modo da creare una certa situazione di iniziale ostilita tra di loro (il figlio che odia il padre, la ragazza prova antipatia per il ragazzo, il nonno prova lo stesso per Hank), tutti rapporti ricreati con infantile sufficienza e che volgeranno al bello nel corso del film. Unica scusante a una simile pochezza di dialoghi e di trama sono gli effetti speciali 3D ben realizzati; per il resto la storia raggiunge, forse troppo velocemente, l'epilogo verso un ovvio lieto fine altrettanto stucchevole, che rimanda a un futuro (forse) film, stavolta sul viaggio dalla Terra alla Luna.

Wolfhound

Il mondo descritto da questa produzione russa e un mondo medievaleggiante, fantasy, dove si incontrano vari clan i cui appartenenti sono uomini rudi che vestono pelli di lupo e vivono circondati dalla magia, dai sacrifici umani e da luoghi misteriosi. Il prode Wolfhound, unico scampato dal massacro del suo clan, i cani grigi, cerchera di vendicare la morte dei suoi genitori ricercando il responsabile, detto il Mangiauomini. Nel suo viaggio, liberera dalla schiavitu il saggio Tilorn e la bella schiava Niilit, e con loro giungera nella citta di Galirad. Qui si incarichera di scortare la principessa Elen, promessa sposa di Vinitar, un capo clan incaricato di difendere la citta dalla maledizione lanciata dal malvagio druido Zhadoba, contro cui Wolfhound dovra scontrarsi in un epico duello finale. I miei iniziali timori su questa produzione fantasy russa si sono rivelati decisamente infondati: Wolfhound e un film davvero piu che discretamente realizzato, buoni gli effetti speciali, mai eccessivi ma funzionali, la storia non e scontata ma si segue volentieri. La regia e le interpretazioni sono molto buone, cosi come adeguati gli splendidi paesaggi che accompagnano il viaggio dell'eroe. Siamo e vero in un periodo in cui il fantasy va molto di moda, con tante imprese cinematografiche mal riuscite dell'ultimo periodo: per fortuna, anche se non siamo a livelli di film come il signore degli anelli, questo Wolfhound puo vantare una sua anima e una buona dose di godibilita, cosa apprezzabile per un film che dura ben piu di due ore.

X-Men le Origini: Wolverine

X-men, ovvero i mutanti dai poteri particolari visibili su Cineblog01, usciti dai fumetti Marvel. Dopo i primi tre film sugli eroi esce, come spesso accadde per i filoni di successo, il film con 'tutto cio che era prima', ovvero come si e arrivati agli X-Men, un prequel con un occhio particolare alla storia di Wolverine, il mutante forse piu affascinante e accattivante, impersonato da un Hugh Jackman in gran forma: si narrera finalmente la sua vita prima che il personaggio dimentichi tutto (gli appassionati sapranno bene che negli altri film Wolverine non ricorda nulla del suo passato). Il film e un autentico must per i fans della serie, oltre a svelare infatti i segreti nel passato dell'uomo dagli artigli di amberlite, ripercorrera la vicenda dai retroscena della sua mutazione, quando ancora il suo nome era solo Logan, la ricerca della vendetta per la morte della donna amata, fino all'incontro con gli altri X-Men e la loro 'fondazione'. Tra i vari film sugli X-Men e probabilmente il piu profondo. Ottime le scene d'azione e la fotografia, piu che discreti gli effetti speciali, e la storia e interessante fino alla fine. Per i non appassionati della storia, resta comunque un interessante film d'azione, anche se meno godibile per tutti i personaggi vecchi e nuovi che si ritrovano poi nei film della serie.

Babylon A.D.

Toorop (Vin Diesel) e un mercenario che, ormai stanco della vita che conduce, accetta un ultimo incarico che gli consentirebbe di tornare in America in segreto, in quanto ricercato come terrorista: scortare una giovane donna, Aurora (Melanie Thierry), dal convento in Mongolia in cui ha passato la sua vita fino ad allora, fino negli Stati Uniti. Il viaggio si presenta pero irto di agguati e pericoli, in quanto in molti sono intenzionati ad eliminare la ragazza; Toorop scoprira infatti che la giovane donna e molto speciale, le e stata fatta una manipolazione genetica da una misteriosa setta religiosa che vuol creare un essere dotato di poteri superiori e il pericolo insito in lei minaccerebbe tutta l'umanita. Il film si presenta discretamente: scene d'azione, inseguimenti, combattimenti, con il solito duro Vin Diesel che parla poco e picchia bene. L'ambientazione, in un futuro non troppo lontano in cui cloni di persone e animali sono la regola, parte dalle distese gelate della Russia e quindi si sposta a New York. Dalla presentazione del film si potrebbe sperare qualcosa di piu, ma qui siamo ben lontani dalle atmosfere e dalla storia di film come Blade Runner. A rovinare l'atmosfera di Babylon A.D. sono le riprese frenetiche nelle scene d'azione, un montaggio non eccelso, e una certa noia che pervade nel corso della storia, soprattutto perche in alcuni punti si stenta a capire bene cosa succede e perche, o forse per un vago senso di deja-vu. Il film e carente anche per quanto riguarda il versante fantascientifico, di cui c'e ben poco, limitandosi a sparatorie, inseguimenti tra la folla e qualche discreta scena d'azione. Un film che si avvicina rischiosamente a livelli da action movie di serie b.

Battleship

Chi non ha mai giocato a battaglia navale? Dal classico gioco Hasbro al grande schermo il passo e breve, e il fatto che la pellicola sia fomentata dagli stessi produttori di Transformers gia ci dice il tipo di film che ci veniamo a trovare dinnanzi. Una flottiglia statunitense, impegnata in una grande esercitazione al largo di Pearl Harbour assieme ai colleghi giapponesi, viene attaccata da astronavi aliene che arrivano sul nostro pianeta e finiscono in mare, dove divengono vere e proprie navi da battaglia. Le due fazioni ingaggiano una lotta senza esclusione di colpi e di astuzie. A sobbarcarsi l'onere del patriottico scenario sono Liam Neeson nei panni dell'ammiraglio a capo della flotta statunitense, e Taylor Kitsch (il protagonista di John Carter) nel ruolo protagonista del giovane ufficiale Alex Hopper, che aspira a diventare il futuro genero dell'ammiraglio. Troviamo anche la superstar musicale Rihanna nel ruolo minore di una ufficiale di marina. Il tono si mantiene sullo stesso stile ironico del gia citato Tranformers, con l'immancabile aggiunta di bandiere stelle e strisce e dispiegamento di potenza militare aereo navale. Su tutte campeggia centrale la scena del bombardamento proprio in stile battaglia navale, con una griglia elettronica per comandare il tiro contro le navi aliene. Si sprecano ovviamente gli ottimi effetti speciali che condiscono una storia dal buon ritmo e dotata come e dovere di una alta dose di azione, diretta da Peter Berg (il regista di Hancock). Impossibile pretendere di piu da questo tipo di film, le eventuali morali sono annegate nel mare di bombardamenti, concetti e dialoghi rischiano di cadere nel puerile e bisogna chiudere un occhio di fronte all'inverosimilita del tutto, ma a parte questo il roboante giocattolone funziona e raggiunge lo scopo, donando due ore di spensierato e godibile divertimento.